La nostra storia

Già prima della 2^ Guerra Mondiale,  Collini inforcava la bicicletta per consegnare ai suoi clienti, i veri pionieri della produzione calzaturiera della Riviera del Brenta, gli elementi di base di una scarpa. L'attività cominciò come intermediazione tra le industrie fornitrici e i coraggiosi produttori della Riviera che non potendo arrischiarsi nell’acquisto di una intera confezione di semenze, si rivolgevano al giovane Alceste che si faceva carico di mettere a magazzino almeno le quantità minime che venivano richieste dalla grande produzione.

Quando nel 1943 Alceste sposa Giannina, l'attività comincia la prima grande fase di ascesa: finalmente lo spazio ricavato nell'abitazione di Via Nazionale a Stra' permette alla costituita famiglia Collini di creare un piccolo magazzino che diventerà poi la prima famosa bottega di articoli per calzature della Riviera del Brenta.

Alceste Collini in bicicletta (anno 1939)

La sede ultimata nel 1958

Nel 1959, il capostipite si decide per il grande salto: costruire uno stabile che permetta all'attività di svilupparsi, assecondando così la crescente richiesta della fiorente attività calzaturiera della zona. Il magazzino di Via Oltrebrenta a Noventa Padovana sembra destinato a far notizia fin dalla storica inaugurazione.

Il testo dell'articolo pubblicato dal GAZZETTINO il 30 giugno 1959:
Sembrerebbe impossibile che le calzature richiedano tanta varietà di accessori: pure, in numero di 2080, veri atomi della scarpa, si possono trovare, da oggi, nel nuovo emporio, che il sig. ALCESTE COLLINI mette a disposizione della sua vasta clientela, nella ridente piega di Oltre-Brenta del Comune di Noventa a pochi passi da Stra.
Concepito dall'arch. Zandarin con stretta rispondenza alla sua funzionalità, ma con senso di armonia e di buon gusto anche nei più piccoli particolari, il negozio si presenta luminoso, con le sue lineari scaffalature metalliche che continuano nel vasto magazzino per uno sviluppo di 1 Km. Ovunque luce, ordine, razionalità.
Dopo aver tagliato il nastro durante l'inaugurazione, il Sindaco di Noventa, cav. Pasquale Ruffato, si è complimentato con il proprietario e con la sua gentile consorte sig. Giannina per la notevole realizzazione edilizia e commerciale, che viene a dare un ulteriore impulso alla località, ricca di fermenti produttivi.

 Articolo del GAZZETTINO pubblicato il 30 giugno 1959

Luciana, Mario e Alceste Collini nel giorno dell'inaugurazione del negozio nel 1959

 

Da allora l'espansione al mercato anche internazionale diventa cosa facile, aiutata dalla partecipazione alle fiere del settore, ma basata soprattutto su una fama diffusasi tra i produttori di tutto il mondo. Tuttora, Luciana e Mario, con tutto lo staff dell'azienda, continuano ad offrire un servizio insostituibile che trova nell'esperienza e nella professionalità acquisite in mezzo secolo i punti fermi che permettono di garantire ai clienti la prima qualità.

La sede rinnovata nel 2008: innovazione e ambiente (coibentazione e pannelli solari)

  La sede rinnovata nel 2008

L'articolo originale pubbblicato sul GAZZETTINO

Ristrutturato il "Collini"  Noventa Padovana

(S.B.) Oltre cinquecento tra industriali del settore calzaturiero, della pelletteria, modellisti tecnici, operatori provenienti da tutta Italia e dall'estero, hanno partecipato all'inaugurazione del ristrutturato storico negozio di accessori per calzature "Collini Atomi di scarpa", la cui storia inizia durante la seconda guerra mondiale. «Ho terminato i chiodi e anche la colla. Alceste, so disperà perchè non posso completare le sei paia di scarpe che dovevo portare ai miei clienti di piazza dei Signori a Padova». L'amico lo tranquillizzò:«Vedrai che entro questa sera ti procuro quanto ti serve». Protagonista di questo colloquio, datato aprile 1943, era il mitico Alceste Collini, che ancora oggi tutti ricordano con grande simpatia. Erano anni davvero difficili ed era quasi impossibile reperire materiali di ogni genere. Nonostante ciò, mentre l'attività calzaturiera continuava a sopravvivere all'ombra dell'impresa pilota avviata nel1898 da Luigi Voltan, quest'uomo è riuscito a fare piccoli miracoli. In quei tempi ad una determinata cultura del fare si ascrive il nucleo artigiano base dell'attuale comparto che produce ben 21 milioni di paia annue. Si può ben dire che anche "el sior Alceste" dal volto buono, in quel periodo e dopo il conflitto mondiale, sia stato un protagonista del salto tecnologico effettuato dai produttori brentani.  

 

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